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SPAZIO ESPOSITIVO 8 ½.PREMESSE Più che una premessa è una speranza…quella di essere : chiaro, sintetico ed esaustivo. Gli scritti che seguiranno, non hanno la pretesa di essere una teoria dell’architettura ma ritengo che possano essere un tentativo di riordinare i concetti acquisiti e integrarli con le mie considerazioni, al fine di poter meglio far comprendere le ragioni che mi hanno condotto a delle scelte progettuali per la mia tesi. Volutamene, tratterò solo ed esclusivamente un solo aspetto dell’architettura : quello strutturale. La forma della mia scrittura è il risultato di una presa di coscienza : l’architettura in questi ultimi tempi sta interessando solo gli architetti e dal momento che essa è anche un fenomeno sociale, per l’uomo e per il suo spirito…se noi architetti ci auto educassimo a parlarne in maniera comprensibile, coinvolgeremo e interesseremo anche gli altri sensibilizzandoli e rieducandoli alla lettura dell’architettura come fenomeno sociale…artistico…culturale…etc; Non chiedo di essere condiviso ma solo compreso. TESI Ho voluto battezzare la mia tesi : 8 ½. Per una incredibile ma vera coincidenza : è esattamente il mio ottavo progetto e mezzo. Sempre per un’altra incredibile ma comunque vera coincidenza, come Guido Anselmi (il protagonista del film), questo progetto è nato in un momento delicato della mia vita. Inoltre erano tanti anni che non progettavo perché era impegnato a sostenere quegli esami che non mi serviranno a niente, recuperando così il tempo che avevo perso per cercare l’architettura anziché la laurea in architettura. In questo clima, avevo tanta voglia di progettare ma…avevo tanta confusione nella mente. Non sapevo se progettare : “un monumento all’architettura”, “un rifugio per lo spirito”… Alla fine, tutti i miei ricordi mi si sono presentati metabolizzati e la mia memoria li ha rimanipolati… Ed è uscito uno “spazio espositivo”. Napoli è una città ricca di talenti artistici che hanno tanta voglia di fare cultura comunicando attraverso l’opera d’arte quei concetti inediti elaborati dagli artisti stessi, in seguito alla fruizione di un fenomeno. “l’artista è un uomo che ha un occhio più aperto sul mondo” Lucio Del Pezzo Questo spazio espositivo, custodendo opere d’arte che a loro volta comunicano concetti e trasmettono emozioni, credo che possa una possibilità per sensibilizzare l’uomo. A questo punto l’omaggio a Fellini mi sembra chiaro. La mia tesi, è facilmente attaccabile sul piano strutturale in quanto c’è una voluta sovrabbondanza e sovradimensionamento strutturale. Voglio semplicemente dimostrare che quanto previsto dalla scienza e dalla tecnica delle costruzioni nel dimensionamento delle strutture… Non sempre soddisfano le istanze estetiche…compositive…etc; Inoltre gli architetti, a differenza degli ingegneri, nella progettazione debbono tenere conto : della propria teoria della progettazione architettonica, del personale concetto di architettura, del proprio spazio a-priori, del background, del contesto, del confronto con la storia, del linguaggio, del proprio concetto di estetica, del proprio concetto di luce, della propria visione politica…. Tenendo conto di tutto questo...ho dato vita, forma e ragione di esistere al mio progetto. LA STRUTTURA IN ARCHITETTURA IL DIMENSIONAMENTO DELLA STRUTTURA NELL’ARCHITETTURA E IL SOVRADDIMENSIONAMENTO STRUTTURALE I maestri ci hanno insegnato che in un progetto di architettura, l’armonia oltre ad essere regolata dalla logiche compositive, è anche regolata dal dimensionamento delle parti e il rapporto dimensionale tra le parti. In tecnica delle costruzioni il dimensionamento della sezione di una trave o di un pilastro… è un problema di progetto che si risolve con il calcolo, ovviamente. Avendo la “forma mentis” dell’architetto avevo risolto il problema con il seguente enunciato : - CONDIZIONE NECESSARIA E SUFFICIENTE – “IN ARCHITETTURA L’EQUILIBRIO ESTETICO* GARANTISCE L’EQUILIBRIO STATICO”. ( Nella norma) *per equilibrio estetico non intendo la qualità estetica che è regolata da tutti altri parametri, ma intendo ciò che ci trasmette una sensazione di equilibrio, di compostezza. Ad es. una piramide che poggia sulla base e non sul vertice, ci trasmette una condizione di stabilità e quindi di equilibrio. Una mensola caricata all’estremo non vincolato ha un diagramma del momento max, nell’incastro. La trave in quel punto per poter assorbire uest’azione di momento ha bisogno di più materia. Il ramo di un albero senza conoscere queste leggi…la sua struttura è di un materiale dal comportamento elastico… Risponde bene a quel tipo di sollecitaz. Le leggi dell’architettura, seguono quelle di natura Una trave che è incastrata nel punto di sezione minima…trasmette una precaria condizione di equilibrio visivo ( per l’arch.) Inoltre non svolge bene il suo lavoro di trave. ( per l’ing. e per l’arch.) Tutto questo per dire,nel dimensionamento della struttura, anche se non si conoscono formule e principi scientifici… quando ci si affida al buon senso possiamo essere certi di non sbagliare di molto e tutto ciò che ci trasmette una sensazione di compostezza…è probabile che sia anche dimensionato correttamente e questo comporta che l’elemento in esame, oltre a trasmettere una sensazione di stabilità ….sia anche effettivamente stabile. Credo sia doveroso e doloroso dirlo ma… credo che spesso anche se una trave è mal dimensionata e quindi ci trasmette una certa instabilità…chi conosce bene questo mestiere, ha la possibilità d’intervenire sulla trave. Nel senso che intervenendo sul diametro dei tondini di ferro…sul numero dei ferri, sulla loro disposizione…sul tipo di ferro usato ( monconi, staffe, ferri inclinati)… sulla classe di resistenza… È possibile quasi sempre armare una trave pur avendo un dimensionamento inadeguato al tipo di sollecitazione e alla quantità del carico… pur di soddisfare un capriccio di matrice estetica di un architetto. Prima che qualcuno mi contraddica ho trovato un eccezione alla regola del mio enunciato Viaggiando, scoprendo, crescendo ho capito anche che nell’eccezione alla regola : “L’EQUILIBRIO STATICO NON GARANTISCE L’EQUILIBRIO ESTETICO” MONUMENTO DELLA FOSSE ARDEATINE L'immagine che restituisce è quella di un volume pieno molto pesante sospeso nell'aria. SE INVECE GUARDIAMO LA SEZIONE , CI ACCORGIAMO CHE ALL’INTERNO LA LAPIDE E’ SVUOTATA, PER OVVIE RAGIONI. QUINDI CI COMUNICA UN PESO CHE NON CORRISPONDE A QUELLO EFFETTIVO. IL BUON SENSO MI DICE CHE PER POTER REGGERE QUELLA LAPIDE SAREBBE BASTATO CIRCA ½ DEL PILASTRO REALIZZATO. MA QUEL ½ PILASTRO, DAL PUNTO DI VISTA ESTETICO-VISIVO NON SAREBBE BASTATO A REGGERE QUEL PESO. GLI ARCHITETTI ALLORA, HANNO RADDOPPIATO LA SEZIONE DEL PILASTRO, RISPETTO A QUELLA NECESSARIA, HANNO INTERRATO IL PILASTRO FACENDONE USCIRE SOLO UNA PICCOLA PORZIONE IN MANIERA TALE IL PILASTRO E’ DIVENTATO UN CUSCINO (DIMENSIONALMENTE). INOLTRE I PILASTRI ESSENDO IN AGGETTO RISPETTO ALLA TRAVE, SI METTE IN EVIDENZA LA STRUTTURA PORTANTE DA QUELLA PORTATA. Concludendo voglio dire che la mia condizione necessaria e sufficiente è valida solo nella norma, mentre nell’eccezione alla norma, tutto ciò che è equilibrato dal punto di vista scientifico, non è necessariamente equilibrato dal punto di vista estetico. Se gli architetti avessero dimensionato il pilastro secondo i criteri degli ingegneri (la scienza), avrebbero ottenuto un pilastro che trasmette una sensazione di instabilità, pur reggendo perfettamente. ALLORA….PER ME , IN ARCHITETTURA….LA SOVRABBONDANZA STRUTTURALE E/O IL SOVRADDIMENSIONAMENTO STRUTTURALE...POSSONO ESSSERE INDICI DI QUALITA’ ESTETICA. A tal proposito si apre un altro capitolo. SOVRABBONDANZA STRUTTURALE LE RAGIONI DELLA SOVRABBONDANZA STRUTTURALE, VANNO RICERCATE ALL’INTERNO DI UN CONCETTO DI ARCHITETTURA. ENUNCIATO : “IN ARCHITETTURA LA STRUTTURA NON SERVE PER REGGERE MA… PER LEGGERE”. CONCETTO DI ARCHITETTURA: “L’ARCHITETTURA E’ L’ARTE DI COSTRUIRE E CONFORMARE LO SPAZIO…MEDIANTE LA STRUTTURA” Voglio dire che, trasformando la materia in materiali da costruzione e questi in elementi strutturali…componendoli insieme secondo logiche compositive soggettive, racchiudendo una funzione con la struttura… è possibile dare una risposta progettuale ad un’esigenza funzionale o spirituale, attraverso la composizione degli elementi strutturali. Questo è quanto è accaduto dalla prima costruzione ad oggi. Infatti, l’architettura nasce con la tecnologia dell’assemblaggio a secco e la costruzione si fondava e si fonda sul principio della forza di gravità… sul principio di azione e reazione… sull’equilibrio… Guardando questa pianta notiamo che i piloni sono molto vicini tra loro dando a questo spazio questa conformazione spaziale e non un’ altra. La ragione va ricercata nella tecnologia. Essendo gli architrave in pietra e non in legno…ed essendo questo un materiale che ha una scarsa resistenza a trazione…se sollecitato a trazione si fessura, si spacca e poi crolla, facendo crollare con se anche la copertura che reggeva e nel crollo poteva far ribaltare i rocchi dei piloni. Allora capiamo che una conformazione spaziale è diretta conseguenza del tipo di tecnologia usata e questa è diretta conseguenza del materiale usato. Posso arrivare a dire che in architettura ad ogni materiale, corrisponde una o più tecnologie e ad ogni tecnologia corrisponde una o più conformazioni spaziali* Ad es. al mattone corrisponde : archi, volte e cupole, oppure pilastri, setti murari e colonne *su questo discorso si potrebbe iniziarne un altro che parte dalla triade Vitruviana e arriva al moderno trinomio : FUNZIONE, STRUTTURA, FORMA. Questo nuovo discorso, anche se perfettamente pertinente con questo già iniziato, mi risparmio di trattarlo . Credo che, l’architettura prodotta da F. O. gehry fino a Z. Hadid, nasca anche da un tentativo di scambiare l’ordine dei termini del trinomio, da una interpretazione diversa dei termini del trinomio e dal confondere la causa con l’effetto…il mezzo con il fine, in riferimento alla FORMA. Riprendendo il discorso iniziato… Per queste stesse ragioni, dalla prima casa ad oggi… La forma dello spazio coincide con la struttura e questa con la funzione ad es. Casa delta- alfa, le strutture (pilastri e setti murari) racchiudono una funzione e la forma dell’architettura è definita proprio dalla struttura.
Questo concetto di far coincidere la forma con la struttura e la struttura con la funzione, essendo connesso alla tecnologia e questa connessa al materiale… era una scelta obbligata Ed
è durato fino all’invenzione del C.A. Come
si vede dall’immagine la funzione è racchiusa da mura non portanti e di
conseguenza la struttura non coincide con la funzione. Mentre il sistema strutturale : travi- pilastri, non coincide con la forma.
A questo punto della storia, con l’introduzione di un materiale diverso e della conseguente tecnologia….il coincidere della funzione con la struttura e questa con la forma…non è più una scelta obbligata ma è un opzione.
Infatti
, Adolf Loos pur usando il C.A. con il sistema costruttivo trave-pilastro…
progetta giungendo ad una conformazione
spaziale che non è figlia di quella tecnologia e di quel materiale ma è figlia
del tradizionale sistema costruttivo.
Una domanda potrebbe essere : Perché Adolf Loos, alla sua tecnologia corrisponde una conformazione spaziale non figlia del materiale e della tecnologia usata? Forse la risposta la posso
dare in questo esempio.
Tema : progettare una copertura in C. A. (calpestabile) per una muratura in mattoni con luce 10 m
SINTESI
LA STRUTTURA COME QUADRO LA STRUTTURA COME FILTRO
LA STRUTTURA COME FACCIATA
UNA STRUTTURA PUO' ESSERE CONCEPITA COME L'ELEMENTO CHE FAVORISCE LA PERCEZIONE DIMENSIONALE DELLO SPAZIO Voglio
dire, immaginiamo di trovarci da soli in un lungo corridoio, tutto
bianco e senza pavimento. E’ probabile che avvertiremo una sensazione
di smarrimento in quanto non riusciamo a dimensionare lo spazio, la
sua profondità, perché manca un sistema di riferimento, ad esempio una
pavimentazione. CONCLUSIONI
INQUADRAMENTO TERRITORIALE [Napoli, Parco Regionale dei Campi Flegrei] SEZIONI VISTE PROSPETTICHE Pasquale De Angelis TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://pdarchitexture.spaces.live.com/blog/cns!EF7053A877CEC4CF!475.trak Weblogs that reference this entry
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